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"IL CORDONE
OMBELICALE SONORO :
CORSO PRE-PARTO RIVOLTO AD OPERATORI DEL SETTORE, SVOLTO IN ACQUA CON L’USO DELLA MUSICOTERAPIA"
Docente: Dott.ssa Paola
Ulrica Citterio
Di cosa tratta il corso
pre-parto “il cordone ombelicale sonoro”?
L’utilizzo della musica, dei suoni, dell’improvvisazione strumentale,
del canto della relazione col bambino, della ninna-nanna, delle
respirazioni, delle visualizzazioni facilita il rilassamento della
futura madre grazie ad una liberazione di tipo emotivo, stimolando
maggiormente le capacità espressive legate alla creatività, alla
comunicazione, alla relazione col nascituro. La gestante che segue il
corso acquista una maggior consapevolezza del suo corpo, si sente
appagata per il benessere psicofisico che ne ricava, affronta con
sicurezza e serenità i momenti più delicati della gravidanza, travaglio
e parto.
Perché seguire un
corso di accompagnamento alla nascita con l’uso della musicoterapia?
Grazie all’ascolto di particolari musiche, del canto e della voce, il
feto riceve un’attenzione di tipo diverso da parte della madre, del
padre e dell’ambiente in cui si trova. L’atteggiamento della futura
madre, legato all’ascolto attivo del feto, è assolutamente autentico,
amoroso, attento e protettivo. La concentrazione, l’influenza psichica,
la simbiosi, il rapporto (diade/triade mamma, papà e nascituro) che si
crea, grazie alla pratica della musicoterapia, avviene in modo talmente
naturale da rendere la gravidanza non solo un periodo legato al
contenimento di un nascituro, ma di crescita, di evoluzione personale e
d’inizio della relazione col feto.
“Musicoterapia
come prevenzione"
Questo mio lavoro è nato dall’esigenza di evitare le conseguenze di una
mancata relazione materna e/o paterna nei confronti del nascituro
durante il delicato periodo della gestazione. Scoprire quali siano le
dinamiche emotive relazionali che si creano all’interno di un nucleo
familiare e come evitare che s’instaurino errati rapporti affettivi
prevenendo il problema attraverso l’utilizzo della musica in un ambiente
preferenziale come l’acqua. Partendo dal presupposto che la madre e il
bambino sono in ascolto l’uno dell’altro e risuonano uno per l’altro, ho
ritenuto utile creare un “programma di stimolazione prenatale” con l’uso
del suono, della voce e della musica.
La causa dell’insorgere di patologie infantili legate all’interruzione
della comunicazione madre-figlio e all’instabilità emotiva e affettiva
di costui, non deve ricercarsi solo nel periodo post-natale, ma anche in
quello intra-uterino. I più recenti studi sulla gravidanza hanno
dimostrato che già nella vita intra-uterina si può dunque intervenire,
rendendo consapevole la donna del suo ruolo determinate nello sviluppo
psicofisico del figlio. L’utero rappresenta, quindi, sia “il primo
ambiente” del nascituro, sia il tramite attraverso il quale vengono
mediati gli stimoli provenienti dal mondo esterno.
Ho utilizzato dunque, la musicoterapia attiva e passiva per aiutare al
meglio la donna incinta a superare le sue conflittualità e angosce, ad
esternare le sue emotività, ad essere in sintonia con sé stesse e con
gli altri, a sentirsi fisicamente bene e ad essere psicologicamente
pronta al dolce evento.

Anche il feto, viene così stimolato, rispondendo alle richieste di
comunicazione della futura madre, conoscendola e relazionando con lei.
Musica e canto, possono essere considerati come due linguaggi ai quali,
sia il feto che il neonato, rispondono in modo pre-verbale, con
movimenti diversi a seconda dello stimolo e comportamenti di stasi.
La musicoterapia come prevenzione, sotto forma d’ascolto, esecuzione
strumentale, ballo e canto è dunque il mezzo più immediato per
relazionare col nascituro, in quanto evita l’instaurarsi di possibili
disagi psicologici e comportamentali. La musica diventa, quindi, il
“primordiale” strumento di comunicazione e di relazione “madre-bambino”.
Il feto si pone già in relazione con la madre tramite l’ascolto del
battito cardiaco, della voce materna e dei movimenti degli organi
interni condividendo, in completa simbiosi, i suoi stati d’animo, le sue
emozioni e il suo benessere. La madre comunicando attraverso stimoli
acustici e tattili, conferma serenità, sicurezza, fiducia e amore al
feto. Il nascituro, a sua volta, stimolato dalla madre relaziona con lei
ed il suo ambiente in modo costruttivo ed amorevole.
Il vissuto prenatale si costruisce dunque nel suono materno, la cui
connotazione emotiva viene percepita come essenziale nel proseguimento
della vita.
La musica rappresenta una valenza non solo fisica, ma soprattutto
esperenziale e psichica. La madre si potrebbe definire lo strumento
musicale per eccellenza investendo il feto di melodie, suoni e voci. La
sua empatia esternata grazie alla musica, offre al nascituro i giusti
mezzi per capire di essere desiderato e amato.
"L’unicità
del corso"
Durante le mie ricerche ho potuto verificare che non esistono dei corsi
pre-parto in acqua che, oltre al beneficio fisico, si prefiggano il
benessere psicologico e relazionale-affettivo col nascituro. Il percorso
della gravidanza evolve a pari passi con l’evolversi dell’influenza
psichica materna nei confronti del feto.
Credo fermamente quanto sia “indispensabile” proporre un corso che
conduca la gestante a riconoscere le sue potenzialità espressive vocali
offrendo al feto ricche opportunità di relazione. Mi sono prefissa di
impiegare il suono individuale di ogni futura madre, la loro voce, il
“fare musica”, l’ascolto musicale diretto al nascituro con l’intenzione
di favorire un benessere psicofisico totale.
Oltretutto, durante l’attesa la figura del padre è sempre indiretta, non
considerata o nulla. Invece, durante questo mio corso il ruolo del padre
è importante: come riflesso del benessere della madre e come continuo
stimolo sensoriale del nascituro.
L’ipotesi principale di questo lavoro è stata dunque quella di
considerare la stretta relazione fisiologica, psicologica ed emotiva tra
la madre, il feto e l’ambiente intra ed extra-uterino, ritenendo che
ogni esperienza è data dall’unione di quella materna, paterna e fetale.

Il feto, dopo qualche mese dal suo concepimento, è già in grado di
ascoltare e di codificare ciò che succede nel suo ambiente acquifero.
Egli è come immerso in un teatro dove un’orchestra primordiale, propone
una sinfonia suonata da strumenti che riproducono rumori acquiferi,
interni del corpo materno, intrisi dalla voce umana. Il feto si trova
all’interno di un mondo indefinito, senza che il soggetto abbia la
coscienza di percepire l’ambiente unico nel quale si trova ed è
ospitato. Tra la mamma ed il feto si stabilisce una precoce interazione
nella quale, la voce materna e i suoni/rumori interni/esterni, sono gli
elementi che caratterizzano questa primordiale relazione. Il feto, già
alla 24a settimana di gestazione, risponde alle stimolazioni esterne
creando un vincolo indissolubile con la madre.
La musica ed il canto materno, armonie fatte di suoni, possono essere
considerati degli strumenti da utilizzare per sollecitare senza
fratture, il passaggio dal periodo fetale al periodo neo-natale. La
musica, in quanto mediatrice delle emozioni, può ridurre nel feto e nel
futuro bambino le angosce collegate al suo futuro adattamento con la
realtà sociale.
Anche dopo la sua nascita, gli stimoli sonori legati al diverso utilizzo
della voce, la ninna-nanna ed il canto stesso del neonato, rappresentano
i primi esempi per la costruzione linguistica mediante i quali la madre
e il neonato si parlano, si conoscono e si toccano. La musica, in quanto
serie ordinata di stimoli, dovrebbe essere considerata, nel periodo
fetale e neo-natale, un prolungamento o un oggetto transizionale, ossia
un sostituto del corpo materno. Nel canto materno il neonato rivive
l’esperienza fetale, ove il grembo materno lo difendeva dai pericoli
esterni. Grazie alla musica e alle diverse espressioni di tipo melodico,
il neonato viene rassicurato, coccolato e diventa più predisposto ad
affrontare il mondo esterno. Nella musica egli sperimenterà la reciproca
affettività, gioia, fiducia e amore.
“Esposizione del corso
pre-parto”
L’idea di questo corso è nata come proposta per “vivere” meglio la
gestazione e per aiutare la futura madre ad “esplorarsi internamente”
riguardo alla propria esperienza emozionale. Attraverso la musica, nelle
sue più vaste accezioni, la danza, il movimento, il massaggio, ho
proposto diversi giochi musicali, ritmico-sonori, attività di
rilassamento, di ascolto fetale, esercizi per incrementare la conoscenza
di sé stesse, per migliorare la propria autostima, per intensificare i
rapporti interpersonali e soprattutto per imparare a comunicare con il
proprio corpo e col proprio bambino.

Questo corso ha lo scopo di aiutare le future mamme a mantenere un
equilibrio psicologico, ad incanalare energie, a sconfiggere pensieri
negativi, ansie e paure. Le future mamme imparano ad amarsi e a dare
amore al loro nascituro, già durante la gravidanza, esprimendo la loro
vicinanza e protezione al piccolo che nascerà attraverso la melodia
della voce, la respirazione, la dolcezza, il contatto, il canto.
Il feto, si pone già in relazione con la madre tramite l’ascolto del
battito cardiaco, della voce materna e dei movimenti degli organi
interni condividendo, in completa simbiosi, i suoi stati d’animo, le sue
emozioni e il suo benessere. La madre comunicando attraverso stimoli
acustici e tattili, conferma serenità, sicurezza, fiducia e amore al
feto. Il nascituro, a sua volta, stimolato dalla madre relaziona con lei
ed il suo ambiente in modo costruttivo ed amorevole.
“L’acqua: elemento
primordiale”
L’inizio della vita di ognuno di noi avviene in un ambiente acquatico.
Il liquido amniotico costituisce per il feto la condizione principale e
assoluta per vivere. L’acqua, è un elemento prezioso sia per la madre
che per il bambino perché aiuta a ripristinare l’equilibrio psicofisico
attraverso le sue funzioni biologiche e terapeutiche.
La donna immersa nell’acqua (attraverso il suo continuo massaggio simile
ad onde), recupera un senso di leggerezza, di vitalità, di energia di
serenità e di pace che trasmette automaticamente al futuro bambino. Come
il feto si sente cullato nel grembo materno, così la futura madre rivive
in acqua momenti legati alla sua infanzia. Il ventre materno della donna
in gravidanza si presenta come un vero microcosmo simile a quello della
profondità oceanica. Difatti, ospita e fa crescere “una nuova vita”
nell’elemento liquido che al momento opportuno emergerà. Il nascituro è
“contenuto” per nove mesi in questo ambiente buio e umido, accogliente,
ricco di suoni, protettivo e rassicurante e, come nel ventre della
balena, è situato nel profondo. La donna mantiene il contatto con il
“suo oceano profondo” e con ciò che esso contiene dentro di sé.

Questo contatto può essere attivato “cantando”, usando il linguaggio dei
suoni e della musica. Come l’essenza dell’acqua, che si esprime con
mobilità, fluidità, duttilità estrema e trasmissione di suoni, la
gestante riconosce il suo “oceano interno” trasmettendo e ricevendo
attraverso di lui continue sensazioni, percezioni e idee.
Il feto, che cresce, acquisisce un corpo composto d’acqua, dove i
liquidi assunti, filtrati, espulsi circolano dalla madre al feto come
veicolo continuo e costante.
Nel momento della nascita assistiamo alla rottura delle acque che
creano, all’interno dell’elemento liquido, un movimento e cambiamento
continuo. Tutto scorre e il canto e la musica accompagneranno questo
scorrimento universale.
L’elemento fondamentale del viaggio del nascituro durante la gravidanza
è dato dunque sia dall’acqua, elemento liquido, mobile e morbido, che
dalla musica che col suo ritmo rende piacevole il passaggio alla vita
reale di tutti i giorni.
L’acqua è, dunque, sia una fonte di vita per tutti gli esseri viventi
del nostro pianeta, sia un luogo familiare ancora prima della nascita,
dato che prima l’embrione e poi il feto, galleggiano nel liquido
amniotico.
Luogo ideale per proporre delle attività motorie, l’acqua permette la
distensione e una respirazione più profonda che quella terrestre.
L’applicazione di esercizi di rilassamento, lo yoga, ne aumenta il
piacere e i vantaggi a tal punto che la distensione del corpo che
galleggia produce dei sentimenti di comunione totale col mondo
circostante, eliminando stati di ansia. Realizzare un esercizio fisico
in acqua significa prendere coscienza di alcune condizioni legate
all’elemento acqua, come la resistenza.
“Strutturazione del corso”
I corsi li svolgo in una piscina, al riparo da sguardi indiscreti con
luci soffuse e con una temperatura dell’acqua di 32-34oC. Un’ostetrica
affronta, inoltre, la parte medica con degli incontri ogni mese. Il
corso è bisettimanale, dura un’ora e mezzo ed è diviso in tre parti. Il
numero massimo delle partecipanti è di 8.
Durante la prima parte della lezione, gli esercizi sono svolti a secco.
Per garantire la giusta concentrazione, l’isolamento nella stanza deve
assicurare il silenzio in modo che le allieve al momento del relax
possano usufruire dei benefici dell’ascolto, del giusto ambiente,
consentendo la posizione fisica e mentale più idonea. La temperatura
dovrebbe aggirarsi tra i 18 e i 23oC, con la diffusione musicale a 4/5
dB, in diretto rapporto con le funzioni uditive delle allieve.
La
prima parte, di mezz’ora, si svolge in palestra, dove vengono eseguiti
esercizi di respirazione, di stretching, di yoga, di immaginazione
visiva, di rilassamento. Durante questa prima parte la musicoterapia è
solo recettiva.
A seconda della struttura, se possibile, utilizzo due piscine.
Nella seconda parte propongo esercizi di ginnastica in acqua specifici
per alleviare il senso di pesantezza e di tensione ai piedi e alle
gambe; per rafforzare la muscolatura dei pettorali e dei glutei;

per
rinforzare e distendere la muscolatura dei dorsali; per alleviare la
tensione accumulata sulle spalle e sul collo; per migliorare
l’elasticità ed il controllo dei muscoli perineali, del bacino, delle
anche; per aiutare la donna nelle possibili posizioni assunte durante il
parto (anche per il parto in acqua). In
questa seconda fase della lezione, la musicoterapia è recettiva durante
le esercitazioni e attiva durante le danze e l’espressività corporea. La
temperatura dell’acqua ideale richiesta per l’attività ginnica è di
29/30oC, mentre la temperatura della piscina specifica per il
rilassamento e quindi per la comunicazione madre-nascituro è di 32-34oC.
Nella terza parte, sempre in acqua, ci si concentra sul legame col
bambino, sull’esternare le emotività e sul rapportarsi all’interno del
gruppo, svolgendo esercizi di yoga acquatico, di allungamento, di
rilassamento, di massaggio, di apnea, di danza del ventre, di movimento
e d’espressività corporea.

Durante questa parte la musicoterapia è sia
attiva che passiva: utilizzo strumenti musicali a percussione e a fiato,
si canta, si emettono suoni liberatori o di ricarica energetica, si
balla ed infine ci si concentra sul bambino coccolandolo, mettendoci in
comunicazione con lui e addormentandolo.
Le attività proposte sono:
- esercizi per mantenere una buona tonicità muscolare, specifici per la
gravidanza a secco e in acqua;
- esercizi di respirazione;
- esercizi di stretching, di training autogeno, di sofrologia;
- esercizi di yoga pre-parto;
- esplorazioni del movimento;
- presa di coscienza del proprio corpo nello spazio e sua
rappresentazione;
- ricerca delle diverse possibilità di movimento legate a musiche
d’ascolto;
- ricerche nell’espressività del viso e/o di una parte specifica del
corpo;
- ascolto e ricostruzione di suoni interni ed esterni del proprio corpo;
- esercizi per migliorare i rapporti interpersonali, per migliorare
l’autostima;
- giochi di percezione;
- esplorazione e connessione tra sensazione, immaginazione e movimento;
- interpretazione delle emozioni attraverso il proprio corpo, esercizi
di contatto;
- esercizi di rilassamento, d’equilibrio, di tensione-distensione;
- massaggi semplici a coppie, con la presenza dei futuri papà;
- movimento e suono come elementi di comunicazione tra madre e bimbo;
- esecuzione strumentale;
- uso della voce, emissione di suoni liberatori (anche i suoni del
chakra).
Durante il corso, viene proposta musica d’ascolto, l‘esecuzione
improvvisata da parte delle partecipanti e l’utilizzo della voce.
"I benefici fisici.”
Proporre una ginnastica in acqua è ideale:
- per togliere il senso di pesantezza,
- per migliorare l’elasticità muscolare e articolare,
- per aumentare la forza e la tonicità muscolare,
- per stimolare l’apparato respiratorio e cardiocircolatorio,
- per stimolare il sistema nervoso.
- Il rilassamento e la distensione che si ottengono nell’acqua calda
sono tali da permettere alla madre di comunicare con più facilità al
proprio bambino le emozioni indicate durante la lezione.
La musica è altrettanto essenziale perché le aiuta a liberarle di
tensioni, paure, nervosismi, senso di inadeguatezza con più facilità
anche nei confronti del gruppo. Il senso di appagamento e di serenità da
parte della madre e del bambino (avvertito con delle variazioni di
pressione da parte dell’utero) ad opera del massaggio dell’acqua è tale
da rallentarne la respirazione e da renderne i movimenti del corpo più
leggeri ed armoniosi. Sempre per merito dell’uso di una buona
respirazione, eseguita anche in acqua, le gestanti che seguono il corso
riescono a controllare la mancanza del respiro o dell’affanno dovuta
alla pressione sul diaframma, da parte del bambino.
« I benefici psicologici. »
L’ambiente acquatico aiuta ad esternare emozioni profonde positive come
la gioia, la spensieratezza, l’allegria, la vitalità, l’amore oppure
negative liberatorie come l’ansia, l’insicurezza, l’angoscia e la paura.
Attraverso l’esperienza musicale l’effetto benefico viene moltiplicato.
Comunicare con gli strumenti musicali in acqua, cantando, danzando ed
esprimendosi col corpo, permette alle gestanti di esternare maggiormente
e più consapevolmente i propri stati d’animo. Rivelare le proprie
debolezze davanti ad un gruppo di persone che presenta le stesse
problematiche, risulta più facile e le aiuta a farsi forza e a credere
che non è poi così impossibile esprimere sé stesse.
Lo scambio comunicativo che s’instaura all’interno del gruppo è
elevatissimo. Inoltre, anche a casa, la futura mamma si sente in armonia
col mondo, si apre maggiormente, acquista sicurezza ed infine si rilassa
completamente.
È molto importante seguire il risvolto psicologico di ognuna di loro.
Per questo motivo dopo aver proposto alcuni esercizi, ne spiego in
parte, là dove è possibile, il significato ed il risultato. In molti
casi, sono loro che dopo alcune sedute vengono a spiegarmi il motivo del
loro comportamento o della loro risposta emotiva.
"I benefici nella
relazione col bambino"
Il recupero d’energia e di positività che avviene durante l’attività in
acqua con la musica è immediatamente visibile anche dal punto di vista
del legame col bambino. Durante la lezione la futura madre trasmette al
figlio armonia e serenità.
Attraverso il contatto, il massaggio, la voce, il canto, la musica e la
ninna-nanna, la futura madre cerca una relazione col bambino e ottiene
da lui una risposta dolce ed amorevole, al punto da rilassarlo e
addormentarlo. Tutte le mie allieve, alcune dopo già quattro lezioni,
ascoltando e cantando particolari musiche improntate sull’influenza
psichica col nascituro, ricevono da lui delle particolari risposte.

Meditare in acqua aiuta, dunque, la futura madre a prendere sempre più
coscienza del corpicino che porta in grembo, a dargli una sua identità,
a rispettarlo, facendogli apprendere quando è ora di giocare e quando
invece bisogna riposare. Si crea un rapporto telepatico dove la madre è
già in grado di distinguere i movimenti del bambino: gioca con lui
mimandolo e, se necessario, gli fa cambiare di posizione.
“Obiettivi specifici di musicoterapia preventiva del corso pre-parto.”
Ho deciso di scegliere una metodologia musicoterapica di tipo anche
psicoanalitico, con tecniche di musicoterapia attiva, recettiva ed
improvvisazione creativa.
Gli obiettivi che ritengo fondamentali nel proporre questo corso
pre-parto con l’uso della musicoterapia sono:
- Stimolare nelle partecipanti la capacità di rilassamento;
- Aprire canali di comunicazione, espressivi, affettivi, di percezione e
comprensione al fine di arricchire il rapporto madre-bambino;
- Percepire il bambino come una parte di sé, favorendo la relazione
fetale;
- Identificare il feto come un essere reale al quale ci si può rivolgere
in modo diretto, parlandogli, chiamandolo per nome, coccolandolo;
- Migliorare il rapporto con la propria voce, giocarci, per potenziarne
l’aspetto comunicativo;
- Scoprire dei suoni che già ci appartengono, per liberare stati di
ansia;
- Sensibilizzare alla percezione della ritmicità attraverso esercizi
corporei per favorire la comprensione dei ritmi del bambino;
- Fornire la possibilità di canalizzare le ansie, i momenti di
solitudine, di angoscia per il futuro;
- Risvegliare e favorire la creatività attraverso stimoli
sonoro-ritmici, alfine di offrire nuovi strumenti alla comunicazione
madre-bambino;
- Sapersi ascoltare ed imparare ad ascoltare e conoscere il proprio
bambino, parlando e cantandogli dei suoni, melodie, canzoni;
- Imparare a convivere con la nuova realtà, ricca di avvenimenti non
sempre felici e spesso difficili;
- Stimolare le capacità di percezione per favorire la comunicazione non
verbale;
- Ricercare stimoli per il benessere di coppia;
- Far partecipare il padre, se possibile, agli incontri specifici di
coppia;
- Migliorare con esercizi ginnici, di danza, di espressione corporea il
tono muscolare;
- Socializzare, esternare le proprie emozioni;
- Ascoltare musiche del repertorio classico, vocale, riproduzioni di
suoni del grembo materno, del battito cardiaco.
“Strumenti proposti”
Il setting deve essere ricco di elementi regressivi come:
- strumenti a percussione (tamburi, tamburi ad acqua, tamburelli,
djembe,triangoli, piatti, maracas, sonagli, nacchere);
- flauti, melodiche, campane;
- supporto audio, registratore;
- lenzuola;
- tubi per il galleggiamento;
- voce.

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